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_Il mio diario del parlare materno

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SEGNALO A TUTTE LE AMICHE DI MAMMABLOG QUESTA IMPORTANTE INIZIATIVA NELL'AMBITO DELLE
MANIFESTAZIONI PER IL 25 NOVEMBRE PROSSIMO, GIORNATA INTERNAZIONALE PER 
L'ELIMINAZIONE DELLA VIOLENZA CONTRO LE DONNE 
Dibattito organizzato dal Circolo Culturale I Buonavoglia in collaborazione con
il Comune di Genova, l'Istituto Italiano di Bioetica, la Consigliera di Pari
Opportunita' della Regione Liguria

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Domenica 25 novembre 2007, ore 17.30
Palazzo Tursi, Salone di Rappresentanza
Comune di Genova, via Garibaldi 9, Genova
Ingresso libero fino a esaurimento posti"Giornata internazionale contro la violenza sulle donne"
"International Day for the Elimination of Violence Against Women"
http://www.unifem.org/campaigns/november25/issue.php


Saluto di Marta Vincenti, Sindaco di Genova
Coordina: Valeria Maione, Consigliera di Pari Opportunita' della Regione Liguria


Dibattito pubblico con interventi di:

Anna Canepa, Pubblico Ministero
Fernanda Contri, Vice Presidente emerito della Corte Costituzionale
Nicla Vassallo, Professore Universitario

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Nicla Vassallo, tra l'altro co-autrice del recente volume "Filosofia delle
donne" (http://www.laterza.it/schedalibro.asp?isbn=9788842082361) ha
dichiarato:
"La giornata internazionale contro la violenza sulle donne deve condurci a
riflettere, oltre che ad alzare pubblicamente la voce, contro ogni tipo di
crudelta’, ferocia, brutalita' a danno delle donne. Penso quindi non solo alla
violenza fisica (nonostante sia evidentemente da considerarsi una vera e
propria emergenza), ma anche a fatti e atti meno lampanti, la cui disumanita'
non va sottovalutata. Occorre denunciare tutte le violenze, quelle fisiche,
sessuali e psicologiche, considerarle un reato. Nessuna violenza contro le
donne e' accettabile, e, se lo e' stata (culturalmente, socialmente,
storicamente), non per questo puo' essere giustificata in alcun modo
ragionevole. Occorre tuttavia chiederci come mai sono state e sono le donne a
essere oggetto di tante diverse violenze. E' senz'altro anche perche' le donne
sono state giudicate a lungo e sono (purtroppo ancora troppo spesso) giudicate
inferiori all'uomo, dal punto di vista ontologico-metafisico e dal punto di
vista epistemico. Le domande filosofiche cruciali con cui dobbiamo confrontarci
si riducono sostanzialmente a due: ci possono essere buone ragioni (biologiche
e/o socio-culturali) a sostegno delle diverse tesi stando alle quali le donne
sono inferiori?; ed e' il sesso di appartenenza o il genere di appartenenza che
ci consente di individuare le donne per giudicarle inferiori, superiori, o
uguali agli uomini? Si tratta di domande la cui risposta spetta a una filosofia
delle donne seria che sappia riflettere criticamente sull'identita' e la
conoscenza delle donne".

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