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_tre generazioni di parole
tre donne
Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca./ Considero valore il regno minerale, l'assemblea delle stelle./ Considero valore il vino finchè dura il pasto, un sorriso involontario, la stanchezza/ di chi non si è risparmiato, due vecchi che si amano./ Considero valore quello che domani non varrà più niente / e quello che oggi vale ancora poco. / Considero valore tutte le ferite. / Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe, tacere in tempo,/ accorrere a un grido,/ chiedere permesso prima di sedersi,/ provare gratitudine senza ricordare di che./ Considero valore sapere in una stanza dov'è il nord, / qual'è il nome del vento che sta asciugando il bucato. / Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca,/ la pazienza del condannato,qualunque colpa sia. / Considero valore l'uso del verbo amare / e l'ipotesi che esista un creatore. / Molti di questi valori non ho conosciuto. / (Erri De Luca, Valore, tratto da “Opera sull'acqua”, Einaudi, 2002)
 
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_Il mio diario del parlare materno

Lingua materna ed etica

20 dicembre 2007

 

Una mamma parla con i suoi bambini: questo è importante, dice, quest’altro è bello, quello va rispettato, attenti a non sprecarlo, e quell’altro, oh, quell’altro, guardate che meraviglia!

I bambini osservano, annotano, pongono domande: mamma, perché?, mamma, che cosa vuol dire?

E la mamma risponde o tace (il silenzio è un sipario nel teatro del desiderio).

Non sono parole, ma scie di fiducia.

Ed ecco quelle stesse parole udite nella mia infanzia, elaborate in legge morale interiore e ora trasmesse ai miei figli. Eccole:

  • Finchè c’è vita c’è speranza, sulu a morti nan c’è rimediu.
  • Sotto la neve pane.
  • Il riso fa buon sangue e il sangue non è acqua.
  • Chi per acqua, neve e vento segue l’amor, sempre contento.
  • Chi s’accontenta gode.
  • Meglio il perdono di un rimpianto. Si dice il peccato e non il peccatore.
  • Un paio d’orecchi seccano cento lingue.
  • Chi vuol vivere sanamente viva sobrio e allegramente.
  • Chi dà per cortesia dà con allegria.
  • L’uomo propone Dio dispone.
  • Dio vede e provvede, comu vuoli Ddiu.

 

Sono solo proverbi?

No, sono alberi antichi che germogliano ancora: l’etica della vita si appoggia sui loro rami e fiorisce nell’animo dei più piccoli. Che imparano, mano nella mano, parola per parola. La psicologia dei proverbi impone l'ascolto, radica nel mistero, apre alla scommessa e al gioco, chiama alla poesia. La lingua materna, di generazione in generazione, ne trasmette l'invisibile saggezza.

Teneteli sempre sulla punta della lingua, in un cassetto della memoria, nello scrigno dei vostri beni, nella vostra mappa etica del valore. E regalateli in abbondanza ai vostri bambini.

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