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_il vento di Antonia

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Prati

Forse non è nemmeno vero
quel che a volte ti senti urlare in cuore:
che questa vita è,
dentro il tuo essere,
un nulla
e che ciò che chiamavi la luce
è un abbaglio,
l’abbaglio supremo
dei tuoi occhi malati –
e che ciò che fingevi la meta
è un sogno,
il sogno infame
della tua debolezza.

Forse la vita è davvero
quale la scopri nei giorni giovani:
un soffio eterno che cerca
di cielo in cielo
chissà che altezza.

Ma noi siamo come l’erba dei prati
che sente sopra sé passare il vento
e tutto canta nel vento
e sempre vive nel vento,
eppure non sa così crescere
da fermare quel volo supremo
né balzare su dalla terra
per annegarsi in lui.

Milano, 31 dicembre 1931

Antonia Pozzi
Parole

Garzanti Editore 1989

 
meta
_child wind

 

Un vento bambino

 

C’è un vento bambino

Covato nel nido della memoria,

Cullato da un albero antico

sfuggito dalle chiome insonni di un pastore

che nasconde la luna sotto il braccio,

è un vento folle e sincero,

vola alto solcando un cielo smisurato,

puntato di giovani stelle e di latte,

si agita tra le ali di grandi stormi africani

nelle colline d’argento e d’aurora di Israele,

nei villaggi poveri e innocenti del Brasile,

nel libro schiuso di un monaco tibetano,

nel profumo segreto dei fiori di Bagdad.

E’ un vento bambino

E ovunque

e in ogni istante

Tutta la terra glien’è grata

 

Alfia Milazzo

(dedicata a Federico e a Marco)

 

 

 

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