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_Il mio diario del parlare materno

1 giugno 2006

Inizio a scrivere il mio diario. Oggi mio figlio di 14 mesi ha detto "mme" indicando se stesso con l'indice. "Marco" gli ho detto, "sì sei tu". Ogni volta che impara una nuova parola cerco di sottolineare questo momento con un sorriso: è un'esperienza che merita tutta la gioia di chi vi partecipa. Guardo con allegria la mia creatura che sgambetta per casa. Si ferma dinanzi a un oggetto, lo gira e rigira tra le mani e poi lo mette in bocca. Subito dopo lo osserva ancora e l'assaggia. Poi me lo porge, facendo dei versi che pressappoco suonano così: "eeeh, mamm-mma, ta-ta". Mi dedico a lui in quel momento e gli dico il nome dell'oggetto, gli mostro a cosa serve, se ha dei lati nascosti che lo fanno ridere. A volte presa dalla fretta gli ho anche detto: "Non prenderlo, potresti farti male". E ho dimenticato di nominare l'oggetto in questione: così l'ho privato della possibilità di conoscere quella cosa lì, suscitando in lui maggiore curiosità, fatto che lo induce a ricercare ancora quell'oggetto e a ripetere l'azione pericolosa.

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