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_la primavera finisce

Rinascita

Da anni più nessuno si è occupato del giardino.
Eppure
quest’anno – maggio, giugno – è rifiorito da solo,
è divampato tutto fino all’inferriata, – mille rose,
mille garofani, mille gerani, mille piselli odorosi –
viola, arancione, verde, rosso e giallo,
colori – colori-ali; – tanto che la donna uscì
di nuovo
a dare l’acqua col suo vecchio annaffiatoio –
di nuovo bella,
serena, con una convinzione indefinibile.
E il giardino
la nascose fino alle spalle, l’abbracciò,
la conquistò tutta;
la sollevò tra le sue braccia. E allora, a mezzogiorno
in punto, vedemmo
il giardino e la donna con l’annaffiatoio
ascendere al cielo –
e mentre guardavamo in alto, alcune gocce
dell’annaffiatoio
ci caddero dolcemente sulle guance, sul mento,
sulle labbra.


Ghiannis Ritsos

_che hai fatto, notte?

 

La notte di Blanca Varela

Vecchia artefice
guarda che hai fatto della bugia
un altro giorno

Blanca Varela

Traduzione di Stefano Bernardinelli


Da Poesia n. 239 Giugno 2009

 
meta
_domande improponibili

 

Dedico questa poesia in particolare all'amica S., che ha saputo rinunciare alla propria felicità per il bene di una persona cara.

Cara S. , una carezza per te, per il tuo grande coraggio e la tua solidità umana. Ciao

 

Sei felice?

 

La donna è un giardino che

Resta in ombra

Quando nessuno le chiede

“sei felice?”

La donna vorrebbe che ci fosse

Sempre qualcuno che le chiedesse

“Sei felice, davvero?”

E se qualcuno non c’è

Deturpa il suo aspetto

Si spegne la luce nei suoi occhi

Il viso si riempie di indecifrabili

Rughe e cori di no

Capita un giorno,

può capitare davvero,

che arrivi qualcuno

a portar quella domanda

a sostenerla con il proprio peso

a dare un senso a ciò che prima

non lo aveva.

Un bambino o un  uomo innamorato,

non importa,

un’amica sincera,

un essere che porge il suo sì alla vita

per lei, solo per lei.

Non conta chi sia.

Conta l'intenzione dietro alle parole

E i frutti luminosi, succosi e dolci

Di quella domanda:

“sei felice?”

E’ allora che accade la rinascita

Il risveglio dell’essere in tutta

La sua mirabile pienezza.

Accade il sogno e la bellezza insieme,

la felicità che cola come miele

da una nuova corolla.

Ma se tutto questo non è

Scritto nelle leggi dell’universo

Se la felicità della donna è avversa

Alla natura del possibile

E si lega a una trama inverificabile

Allora a quella donna non resta che

Ascendere alla cruda verità,

una verità anestetizzante

e duratura, che si chiama

finzione, o meglio,

l’improponibile domanda.

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