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_il dolore di Cassandra
cassandra
"Il dolore ci ricorderà di noi. Grazie ad esso, dopo, se ci reincontreremo, e qualora un Dopo esista, potremmo riconoscerci" da "Cassandra", di Christa Wolf.
 
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_strani presagi

Cassandra ed io

 

Quando l’occhio scivola

Nelle fessure della notte

Cassandra veglia folle

Con passo da uccello triste

Rotolando tra le pieghe

Di una dimora ovattata.

 

Cassandra assiste la donna

Le parla delle sue e altrui colpe

Che furono e saranno

Il peso dell’anima

delirio bisbiglia

Crudeltà del velo.

 

Veleno l’inutile sogno

L’essere donna domani

Ieri e oggi ancora

Alla quale si richiede solo

Futile ricamo di gioia

A punto Croce.

 

Mia madre, mia nonna,

sì, loro sì, avvolsero

Il mondo in fasce di lino,

Umili lenzuola del fare,

e furono il bene, i figli e il lavoro.

Non so dire, però, se la felicità.

 

Resto qui senza respiro

nell’angolo del dolore a recitare

Preghiere e pianti

Per me e per loro

Per Cassandra, mia unica

Compagna d’insonne perire.

 

Perché si spegnerà presto

Lo sento

Questo lume di cera

Questo languido lucino

Che conduce al risveglio

Alla nuova alba.

 

E allora sarò insieme alle altre

Cassandra mi terrà la mano

Sarò un nome dimenticato

L’energia sprecata dal tempo

La polvere di strada della quale

si poteva benissimo fare a meno.

 

Alfia Milazzo

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