Login
 
bambini da liberare
bambino cinese
 
meta
_bambini schiavi

E' notizia di oggi, 30 aprile 2008, pubblicata da peacereporter: in Cina sono stati liberati 167 bambini che erano stati venduti per lavorare come schiavi nelle fabbriche Dongguan, città della provincia industriale di Guangdong, nel sud della Paese.

Ciò mi convince sempre più nel proposito di NON ACQUISTARE MAI PRODOTTI MADE IN CHINA.

Dietro i prezzi più competitivi dei prodotti cinesi si cela un mondo di sopraffazione e sfruttamento, specie dei bambini.

_TRE FILM DA NON PERDERE

 Il primo film che vi consiglio è:

 

 

 MADRI, di Barbara Cupisti

 

madri_cupisti.jpg

 

Si tratta di uno splendido documentario girato tra Israele e Palestina, che raccoglie numerose testimonianze di alcune donne di questi due paesi, che hanno vissuto la perdita di un figlio. Il film ci mostra i volti delle madri, tutte molto diverse tra loro per estrazione sociale, religione e stile di vita, supportando i loro racconti con la visione di strazianti immagini di repertorio.

 

C'è la donna di fede che si affida alla religione per superare la perdita, c'è la scultrice che riversa il suo dolore nell'arte, c'è chi resta intrappolata nella disperazione e nel silenzio di camerette tragicamente vuote, e ci sono infine le associazioni di genitori di vittime palestinesi e israeliane che cercano di reagire attraverso il confronto. Da tutte queste donne, più o meno disperate di fronte all'obiettivo, traspare però un desiderio di pace.

L'approccio della regista Barbara Cupisti a queste storie non è mai aggressivo, ma sempre delicato, umano e rispettoso. Per girare il film è stato usata una normale videocamera digitale, un mezzo oltre che economico assai meno invasivo della telecamera. La cpisti si è presentata alle sue intervistate solo in compagnia di una collaboratrice: ciò ha reso possibile un approccio naturale e discreto alle persone, che risalta in modo efficace nel corso del documentario.

I film ha vinto quest’anno il David di Donatello.

 

Il secondo film è:

le ricamatrici.jpg

 

Le ricamatrici, (Brodeuses)

Un film di Éléonore Faucher. Con Lola Naymark, Ariana Ascaride, Marie Felix, Thomas Laroppe, Arthur Quehen, Jacky Berroyer, 2005.

 

La protagonista del film è Claire una ragazza di diciassette anni, che scopre di essere incinta di cinque mesi e decide di partorire in gran segreto. Trova rifugio in casa della signora Melikian, una ricamatrice che lavora per l'alta moda e che ha appena perso l'unico figlio in un incidente stradale.

Giorno dopo giorno, tra un punto di ricamo e l'altro, la pancia di Claire cresce e cresce anche l'affetto fra le due donne diventando un rapporto madre-figlia. Un film che parla molto di madri e lo fa con il più alto grado di poeticità.

 

 

 

Ti do i miei occhi, di ICIAR BOLLAIN, SELEZIONE UFFICIALE  51° FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL CINEMA SAN SEBASTIAN 2003

 

  tidoimieiocchi_05.jpg

La protagonista del film è Pilar sposata con un uomo violento che la picchia lasciandola in fin di vita. Pilar resiste, perché ama il marito Juan, ma una sera scappa con il figlio e si rifuggia in casa della sorella Ana che sta preparando il suo matrimonio.

La rottura con Juan attraversa momenti di riappacificazione e rinnovata tensione. Alla fine Pilar riesce a liberarsi di lui copiendo un cammino di emancipazione lungo e tortuoso dovuto al suo lavoro di guida nei musei e grazie alla consapevolezza della propria identità. E’ il film più vero che si potesse girare sull’argomento.

 

 

 

 

Copyright (c) 2000-2010