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-Guerrin Meschino dei Fratelli Napoli

Immagini dello spettacolo di pupi siciliani "GUERRIN MESCHINO",  di Alessandro e Fiorenzo Napoli,  Sabato 3  (ore 10.30) e Domenica 4 Maggio 2008 (ore 18.30) al Centro Fieristico "LE CIMINIERE" di Catania

Il "Guerrin Meschino" scritto nei primi anni del sec. XV da Andrea da Barberino, racconta la vicenda del "figlio della sventura" impegnato nella "quête" dei propri genitori.

 

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Guerrino è Meschino perchè costretto da una sorte avversa ad un destino che oscura le sue origini. Di chi sono figlio? Si chiede accorato. E per scoprirlo compie un viaggio lungo e periglioso. Un viaggio edipico, che lo conduce da Levante a Ponente, da una battaglia all'altra, fino alle segrete buie e labirintiche nelle quali da 33 anni sono rinchiusi i suoi genitori. Una metafora della ricerca di sé, dal mondo esterno a se stessi, alla maniera di Socrate, conosci te stesso, o delle Confessioni di Sant'Agostino: “e se troverai mutevole la tua natura, guarda in te stesso”.


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Pepininu è il personaggio di relazione tra le vicende dell’Opera catanese e l’immaginario collettivo, tra la storia mitica e quella interiore, tra il parlatore, con i suoi sogni e le sue fantasie, e il pubblico, con i suoi ideali e le sue paure. Peppininu è la metafora della lingua parlata, del dialetto, del suo contenuto lirico e irriverente ad un tempo, della sua vicinanza alla corporeità del quotidiano.

 

 

 

 


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Peppininu balla e festeggia: grande il puparo che lo manovra, perché in lui, nel suo spirito satirico, ha trasferito il suo humor, la sua verve più grande. E il pubblico ride con fragore e sincerità: in ogni individuo, persino in quello più acculturato, vibra uno spirito popolare, che ha le medesime radici umane profonde nella meraviglia, nel gioco, nell’ironia.


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Ed ecco le battaglie, le grandi battaglie dei pupi. Tamburi, ritmi, urla, in un suono unico e coerente di voci, strumenti e spade.

Cadono i saraceni, colpiti da Guerrino, volano le teste, ma il sangue è finzione, è pura invenzione. La violenza è assente nel suo significato macabro e terrorifico, di essa rimane solo il messaggio di un valore: quello del coraggio dei cavalieri nella battaglia.

Le sfide, le giostre, i duelli sono metafora e archetipo del dominio del sé su ciò che lo vuole debole, legato, vinto. Inducono alla rielaborazione di fatti personali sulla scorta di caratteri iconici, estendendo le distanze tra l’io e il suo opposto, formalizzando percorsi inconsci di rappresentazione valoriale dell’altro.

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La compagnia di pupari Fratelli Napoli, in attività dal 1921.

Una famiglia di pupari, di grandi artisti e soprattutto di grandissimi maestri.

Nella foto: Fiorenzo Napoli, parlatore, autore, scultore eccezionale.

Italia Napoli, grande attrice parlatrice del calibro delle più note attrici di teatro classico (Morricone, Bianchi, Borboni, solo per fare un esempio).

Alessandro Napoli, studioso, pubblicista, autore, maniatore di pupi. Discepolo di Pasqualino, è uno dei massimi cultori dell’arte dell’Opera dei pupi.

 

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Intelligenza e solarità nei volti dei Napoli

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Forti emozioni che si rinnovano in ogni spettacolo

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La straordinaria costumista,

la direttrice di scena

e i due figli di Fiorenzo Napoli,

parlatori e maniatori anch'essi: Davide e Marco

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