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Le foto di Filomena (Lena) Fasino

Lena Fasino, vincitrice del primo premio del concorso Facciamo Quadrato (a pari merito con Loredana Rosa) mi ha concesso di pubblicare su Mammablog le sue bellissime foto. Grazie, a lei e alla sua splendida bambina Elisa, che vediamo qui ritratta. Ancora una volta, ci preme sottolinearlo, il sentimento della maternità legato a quello della propria femminilità, riesce a portare frutti e visioni che da sole la tecnica e l'arte, in questo caso della fotografia, non sarebbero in grado di produrre.

   

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 In questa foto Lena racconta un aspetto del quotidiano femminile, trasmettendo l'incanto e il silenzio dei pensieri di una bambina. La bimba tiene in grembo una bambola: gioca a fare la mamma, prende parte a un destino che già s'inscrive in lei attraverso la posa delicata e amorevole delle sue manine attorno alla sua "pargoletta". L'alternanza del chiaro e dello scuro nella foto sfuma a tratti in una calda tonalità magenta, la luce illumina in modo identico il lato destro del volto della bambina e quello della bambola, l'inquadratura obliqua del soggetto rende possibile una felice simmetria di linee e particolari, costringendo a reclinare lievemente il capo.


fasino+2.jpgLa giovane donna, riflettendo l'immagine della bambina, continua a sognare...   L'ombra dietro di lei disegna la forma del suo passato, la proiezione di un corpo femminile non ancora maturo eppure contenuto nella sua "oscura densità".

La luce è catturata solo dal viso e dalle mani, mentre l'oscurità avvolge il resto della figura. Le mani sono la formulazione corporea di pensieri e volontà sul presente.

L'inquadratura obliqua serve a sottolineare ancora una volta l'apertura a un interrogativo esistenziale sul domani.

 


fasino+3.jpgIl viso segnato dalle rughe di una donna matura non ha bisogno di nascondersi alla luce. Gli occhi solamente rifuggono, celando un sogno sepolto, tradito dalla piega amara assunta dalle labbra.

L'inquadratura non è più obliqua: la donna ha già ottenuto le sue risposte. La vita ha inciso sul suo corpo i suoi "no" e i suoi "si", delimitando spazi e contenuti dell'essere femminile.

Lo sfondo appare sfocato, manca di ombre. La prevalenza del blu e del bianco nell'immagine, rendono più fredda l'apparente calma del soggetto.

 


fasino+4.jpgLa bellezza femminile è fatta di gesti in un contesto di sguardi. La mano che tende il foulard dal collo per ricomporlo in sintonia a un'immagine interiore che la donna ha di sè, i suoi lunghi orecchini e l'altra mano che accarezza i capelli, sono espressioni di un'idea di bellezza.

Lena torna a parlare della stessa donna che era bambina, poi adolescente, poi ancora donna matura. Ecco chi è questa donna, ecco come è fatta: è la bellezza, non quella iconica della pubblicità, ma quella vera, qui rubata a uno dei momenti segreti della sua femminilità.

 


fasino+5.jpgLe ombre però non smettono mai di occupare lo spazio tra il corpo e il mondo. L'ombra non è il contrario della luce, ma una sua conseguenza. Come il male e la sofferenza non sono che il risultato  dell'essere e dell'agire.

 Il nero contiene in sè tutti i colori.

I panni stesi ad asciugare, vuoto di corpi da riempire, sono versi silenziosi mossi dal vento, dipinti su muri di pietra, per trascrivere il passaggio del corpo nel mondo. Ma sono il compito affidato alle donne, di lavare ed asciugare i panni, di comporre in un impercettibile presente il sogno dell'apparire.

 


fasino+6.jpgE le mani stanche attendono ancora un ritorno, una lettera, un abbraccio. Mani abbandonate su un grembiule da lavoro. Mani corolle, dischiuse per accogliere, per stringere, per raccontare.

Mani di donna.

E poi calze sfilate, segno di una trascuratezza fatua, di un tempo consumato in faccende senza pausa, senza possbilità di evadere. Di una prigionia in cui mancano specchi per osservarsi e per aver voglia di mettersi in ordine.

 

 

 


fasino+7.jpgAncora l'ombra di un corpo femminile. Questa attenzione per le ombre da parte di Lena nasce forse dall'amore per l'arte della fotografia. L'ombra è qui l'estensione fugace di un corpo, che solo l'occhio della macchina fotografica può cogliere, fissandone su una pellicola il suo dinamismo cromatico nelle tonalità scure ed esaltandone il suo perdurare illusorio, talvolta provocatorio, attorno alle cose.

E in fondo la storia delle donne è fatta di ombra. Stare nell'ombra, non essere in prima linea, sotto i riflettori degli eventi e delle grandi conquiste. L'ombra è metafora dell'identità femminile.

 


fasino+8.jpgL'unica storia che la donna può scrivere è quella segreta e ammirevole del rapporto con i figli e del legame affettivo con la famiglia.

Osservate bene questo "abbraccio" di mani tra madre e figlia: questa foto è la  più bella rappresentazione di lingua materna che abbia mai visto.

Le mani materne sollevano e accudiscono, quelle della figlia le cercano e si appoggiano su di esse.

E poi la LUCE, tantissima luce (parola, amore, fiducia?) che illumina generosa entrambe le figure.

 


fasino+9.jpgIl profilo in ombra della donna seduta dietro una finestra, conclude la serie di foto realizzate da Lena sulla corporeità femminile.

Mi ricorda la "donna nel domani del mondo" descritta da Sibilla Aleramo in una sua poesia: la rappresentazione autentica di una donna che racchiude in sè tutte quelle che verranno.

La luce è un punto focale e il sogno di raggiungerlo è impresa sempre possibile.  E' il sogno, il desiderio dell'ombra di svanire e di essere nella luce. L'ombra anela alla luce come la donna ambisce a un nuovo destino: quello di essere "armoniosa sovrana di libertà e purità".

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