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_La più grande psicanalista dell'infanzia
_Francoise Dolto
 
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L'immagine del bambino rispetto al corpo materno

Françoise Dolto (Parigi 1908-1988) è stata la più grande studiosa di psicanalisi infantile, attiva nella ricerca sul campo, autrice di numerosi saggi sul tema dell’infanzia. La sua tesi principale si basa sul riconoscimento e l’importanza della parola materna per lo sviluppo psichico, affettivo e mentale del bambino.

Nel brano che vi propongo di seguito (ne ho sottolineato i termini chiave) la Dolto individua lo stretto legame tra madre, linguaggio e coscienza interiore del bambino:

 

"Ogni bambino, nascendo, fa riemergere l’origine familiare nella donna che egli crea madre. In altre parole, in lei si ripropone la relazione profonda e dimenticata della prima infanzia con la propria madre e con il padre, la quale alimenta il rapporto attuale con il figlio o con la figlia, sovrapponendosi anche alla relazione di coppia con il suo uomo che può essere o no il padre del suo bambino. Nello stesso modo in cui il neonato, abbandonando la matrice del corpo della madre, ha provocato in lei la montata lattea, il latte che appartiene a lui e che gli è necessario per continuare a svilupparsi, così egli suscita in lei, sua madre nutrice, parole che le appartengono profondamente e che risvegliano il sorriso e il cuore del bambino, risvegliano la sua mente perché si apra all’ascolto. Questa dialettica corpo-cuore-mente del feto, poi del neonato con sua madre, ha le sue radici nella fisiologia. Tuttavia, poiché nell’essere umano tutto è anche simbolico, si elabora una componente psichica interrelazionale che ne è la metafora. Per tale ragione il rapporto di ogni essere umano con la propria madre, origine della sua esistenza, sembra affondare le radici in ciò che, in mancanza di altri termini, viene definito il ‘sacro’. Si tratta di una certezza interiore, percepita allo stesso tempo come fatto etico ed estetico da ogni essere umano che si trovi in contatto con la natura e con la sua bellezza. Tale sacralità lo avvolge della luce del viso rivolto verso il suo durante le prime ore dopo la nascita e i primi giorni della sua vita".

 

F. Dolto, L’immagine inconscia del corpo, Milano, 2001, pp.206-207.

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